
Gigio è il nomignolo del robottino aspirapolvere di casa, atteso con ansia da moglie e figlie e sopportato con induistica rassegnazione dall’autore. Vengono narrate le vicende di amore e odio tra il sofisticato marchingegno elettronico e un pover’uomo che ritornando dal lavoro, stanco ed affaticato, inciampa perennemente nei dispetti del “coso tecnologico” e viene messo costantemente alla berlina. La sfida tra il bipede e il “coso tecnologico” è continua: dalla preliminare diffidenza, si muta in frequente contrasto, in sopportazione più matura, in accattivante persuasione ed infine si conclude in rassegnazione, solo in rari casi, sfocia persino in umana condivisione. L’amore deve ancora sbocciare, siamo ai primi passi, di certo non sarà cosa facile! Il “tamagotchi” va sempre nutrito ed accudito con amorevole cura, altrimenti, potrebbe rivoltarsi contro e sarebbero dolori per la pulizia di casa, per le mie orecchie e per chi ormai è destinato a conviverci. Oggi siamo buoni amici, il dado è tratto e ormai fa parte della nostra famiglia! Il manoscritto è stato concepito come lieve metafora per tutti i contemporanei in perenne lotta con la tecnologia, affinché non si facciano sopraffare da chi poi loro stessi hanno creato.