
Romanzo scritto d’un fiato, una vera e propria necessità di tirar fuori la “storia”. Una grande avventura, ma anche un viaggio spirituale dove realtà e finzione trovano il loro giusto equilibrio. I personaggi sono ispirati in gran parte a persone vissute e in vita, prestate al racconto con nomi e vesti diverse, ma con voci e sfumature reali. I posti, pur di fantasia, sono un collage di luoghi realmente visitati e amati negli anni. La storia è una sorta di viaggio personale a ritroso nel tempo, ma anche la fotografia fantastica di tante cose sognate, alcune anelate, molte realizzate. La morte del padre in un incidente e il senso di colpa per non averlo ritrovato in tempo scavano un solco profondo nel giovane Macai. Tutto sembra essere passato, all’ombra di soldi e potere, ma un inaspettato evento riaprirà quella ferita e porterà l’affermato uomo d’affari a un cambiamento radicale. Con la natura e gli animali a fare da sfondo si snoda la trama, una grande avventura ed un percorso spirituale. Le parole di Rileio, “l’amore chiama sempre amore”, faranno da filo conduttore a tutta la storia. Ne emergerà l’amore smisurato per i cani e per il lupo da cui prenderà anche il soprannome, Lobo. Sullo sfondo, un esempio sognato di collettività multietnica integrata e integrante.