
“Corpi celesti in esilio” è un attraversamento poetico del sentimento nella sua dimensione più essenziale e irriducibile. L’amore, il desiderio e la mancanza non vengono raccontati come eventi, ma come stati dell’essere, luoghi interiori in cui il pensiero e il corpo si incontrano e si contraddicono. La voce poetica si muove tra tensione e attesa, tra abbandono e consapevolezza, interrogando il bisogno umano di unione e il dolore che ne deriva. Il sentimento è presenza evocata, ideale mai del tutto raggiungibile, e proprio per questo capace di generare conoscenza. La parola poetica diventa così atto di resistenza e di ricerca, tentativo di dare forma a ciò che sfugge. In questa raccolta, l’esilio non è privazione ma condizione necessaria: spazio di ascolto, di rivelazione, di tenacia emotiva. Come corpi celesti lontani, i legami continuano a esistere anche nella distanza, illuminando il buio con una luce fragile e persistente.